Sant'Anna ai Pellegrini

Parrocchia Sant'Anna ai Pellegrini
Nel XVII secolo i Gesuiti possedevano sul territorio di Boscoreale due estese masserie, quella di S. Francesco di 97 moggi ( oggi conosciuta come contrada Gesuiti ) e la masseria detta “delle Donne” o dei Passanti di 91 moggi sita in contrada Pellegrini.
La suddetta masseria si estendeva dall’attuale piazza dei Passanti alla contrada Aquino. Dopo l’espulsione dei Gesuiti dal Regno nel 1767, insieme ad altre proprieà venne inglobata in un ente di Stato, poi passò ai privati.
Le masserie di Boscoreale, dal 1600 in poi, hanno contrassegnato insieme al primo nucleo abitato di Boscoreale di S.Maria Salome, gli unici interventi architettonici sul territorio boschese. Esse sono contraddistinte come quelle citate, da corpi di fabbrica separati tra loro, in cui si distinguono locali adibiti alla lavorazione dei prodotti agricoli, i depositi e le stalle, le abitazioni dei coloni ed il casino nobile che si sviluppa su due piani, il primo piano adibito ad abitazione ed il piano inferiore in alcuni casi adibito a deposito o cellaio
Chiesa Sant'Anna ai PellegriniL’ingresso della masseria Pellegrini era caratterizzato da un bel portale ad esedra fiancheggiato da piloni, con un basamento di pietra vesuviana, oggi è visibile soltanto in parte di fronte alla chiesa parrocchiale, dedicata a S. Anna.
Nell’ottocento, il palazzo con il monumentale portale appartenne alla famiglia dei conti Pellegrini, da cui la contrada prende il nome. Successivamente conosciuto come palazzo Berardelli attualmente è proprietà di Palma.
La facciata principale del casino nobile, su due piani è caratterizzata agli angoli da robusti contrafforti. I locali adibiti a stalla, posti frontalmente al corpo del casino nobile, si caratterizzavano per l’estesa copertura a “schifo” e per l’articolato corpo aggiunto costituito dal forno ( oggi scomparsi ).
Al piano seminterrato vi erano i locali per la lavorazione dell’uva, con una serie di vasche articolate tra loro per la pigiatura, colatura e travaso, ed il cellaio di notevoli dimensioni. Sono ancora visibili i cordoli in pietra per lo scivolamento delle botti e all’ingresso del cellaio si notano gli anelli in piperno per favorire con le funi lo scivolamento delle stesse.
L’importanza della contrada Pellegrini è stata contraddistinta, sin dal 1700 dalla attività agricola e dal commercio di frutta e di ortaggi che serviva il mercato napoletano.
La cappella eretta dai padri Gesuiti è oggi parrocchia di S.Anna. Di notevole fattura è il settecentesco portale marmoreo. Ai lati i simboli della passione del Cristo. Sulla sinistra il bianco fazzoletto offerto dalla Veronica con impresso il volto santo, sopra la lancia e il bastone con la spugna. A destra il martello con le tenaglie, la croce e la corona di spine. L’arco si completa con decorazioni geometriche con al centro delle rose finemente scolpite.L’interno a navata unica, conserva l’originaria volta a botte.